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venerdì 4 dicembre 2009

Lodi, a quando una seria politica per la raccolta differenziata?


Il capoluogo bocciato dalla classifica di Legambiente
Nella classifica dei “comuni ricicloni” non c’è posto per la città del Barbarossa: i suoi abitanti sono troppo indisciplinati e non si impegnano abbastanza con la raccolta differenziata. Lodi si ferma così al 40 per cento, un punteggio che Legambiente considera insufficiente per entrare nell’Olimpo degli ecocompatibili: la soglia da superare è pari al 45 per cento e il comune capoluogo resta dunque lontano da questo obiettivo. - fonte: ilcittadino

A nostro avviso non si tratta unicamente di indisciplina da parte dei cittadini, ma di metodo di raccolta insufficiente e scarsa qualità nella comunicazione ambientale nonchè nello studio di strategie educative per il miglioramento della raccolta differenziata.
Le scelte operate negli ultimi anni non sono bastate; per sperare in un impegno da parte dei cittadini occorre operare per una responsabilizzazione delle scelte individuali e collettive. Ma a Lodi, esattamente come per il rispetto delle norme del codice della strada e le questioni legate alle multe scarsamente elargite dalla polizia municipale, sembra che si preferisca "chiudere un occhio" ...

martedì 7 aprile 2009

Toscana batte Lombardia, Alberese batte Lodi


Photo by: http://www.flickr.com/photos/mohtj/

Mentre nel nostro territorio la logistica fiorisce, e gli investimenti vengono orientati in enormità come il Business Park, la Toscana punta sull'agricoltura sostenibile, la decrescita economica, la valorizzazione dell'ambiente e del paesaggio. Mentre i nostri comuni valorizzano i capannoni e le speculazioni, gli ampliamenti di carreggiata, i centri commerciali, le biotecnologie e le colture ogm, i Toscani rilanciano la tutela delle varietà locali.

(AGI) - Firenze, 8 apr. - Nasce il Polo per l'agricoltura sostenibile, la biodiversita' e le conoscenze tradizionali, nodo strategico per i rapporti con i soggetti scientifici sui temi della ricerca alternativa in campo agrario, della selezione partecipativa, della conservazione di razze e varieta' locali, della teoria della decrescita economica. La proposta e della Regione Toscana, in collaborazione con Arsia e Azienda agricola regionale di Alberese, che ne sara' anche la sede. Il Polo costituira' inoltre il fulcro delle relazioni e dei progetti della cooperazione internazionale e l'Azienda di Alberese potra' in questo modo diventare esempio di esperienze avanzate trasferibili alle diverse realta' che vogliono sperimentare percorsi di riconversione verso una agricoltura sostenibile. L'istituzione del Polo conferma e rafforza la scelta della Regione di puntare ad un fut uro per agricoltura e cibo in Toscana legato ad un modello di agricoltura sostenibile basato sulla qualita' delle produzioni, sulla valorizzazione dell'ambiente e del paesaggio, sulla tutela della biodiversita', sulla diversita' dei saperi, sull'impresa agricola multifunzionale diffusa sul territorio e su un nuovo rapporto tra produttori e consumatori. La Toscana, del resto, e' stata la prima a varare una legge che sancisce il divieto di coltivazione di Ogm sul proprio territorio ed e' stata anche la prima regione italiana a legiferare sulla tutela delle risorse genetiche autoctone con la legge del 1997, poi sostituita dalla legge del 2004 a tutela del patrimonio di razze e varieta' locali di interesse agrario, zootecnico e forestale. Il successo di questo modello, che esprime una forte carica trasformatrice rispetto alle tendenze in atto nei sistemi agro-alimentari mondiali, dipende dalla capacita' di generare consenso e sostegno presso un insieme piu' ampio di consumatori, di cittadini e di organizzazioni, sia a livello locale che internazionale.

giovedì 26 marzo 2009

VIAGGIARE LEGGERI

 
Posted by Picasa


Appuntamento il 2 aprile ore 21.00 presso l'Auditorium dell'ITIS VOLTA a Lodi, in Via Giovanni XXIII numero 9.

Sapete muovervi con stile? Dopo il successo di Vivi con stile (tre ristampe in due mesi), ecco una nuova guida dedicata, questa volta, alla mobilità sostenibile. Obiettivo: spostarsi ottimizzando tempi, costi e rispetto per l’ambiente. In pratiche schede, le indicazioni utili per bambini, anziani, professionisti, studenti, disabili. Alla ricerca di nuove strade - dal car sharing alle centrali della mobilità - per viaggiare in modo più leggero.

Oltre all'autore del libro, parteciperanno
PINA SPAGNOLELLO - Ciclcodi - FIAB
SIMONE UGGETTI - Comune di Lodi

Modera: Lorenza Pozzi

DURANTE LA SERATA RACCOGLIEREMO ANCHE LE FIRME PER LA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE PER LA TUTELA E SALVAGUARDIA DEL SUOLO

martedì 23 dicembre 2008

Campagna di sensibilizzazione traffico urbano



"A 60 KM/H, SERVONO 8 METRI IN PIU' PER FERMARSI RISPETTO AI 50 KM/H"

Campagna di sensibilizzazione traffico urbano



"SENZA CINTURE, UN INCIDENTE PUO' ESSERE FATALE, ANCHE A 20 KM/H"

mercoledì 16 luglio 2008

Chiediamo la revoca dell'ordinanza dello sheriff-sindaco

Legambiente insieme ad altre associazioni locali ha indirizzato al Cittadino questa lettera per chiedere il ritiro dell'ordinanza del sindaco che prevede il divieto di bere e distribuire alcoolici in un'unica zona del Comune, area di ritrovo di sudamericani, a seguito di alcune proteste da parte dei perbenisti residenti.

Gentile Direttore, abbiamo letto con sorpresa, lunedì 7 luglio, l’articolo del Cittadino riguardo l’operazione di controllo a tappeto eseguita sabato 5 luglio dalle forze dell’ordine a danno della comunità latino-americana, che nella zona di via Piermarini è solita ritrovarsi da qualche anno per giocare a calcetto in un torneo che ormai è tradizione consolidata.
Abbiamo letto con sorpresa l’articolo, perché già qualche settimana fa ci aveva stupito quella bizzarra ordinanza emessa dal Sindaco di Lodi. L’ordinanza in questione, un capolavoro di contraddizioni, vieta “il consumo e la detenzione finalizzata al consumo di sostanze alcoliche di qualsiasi gradazione lungo via Piermarini e in tutte le aree verdi adiacenti il centro sportivo comunale” (dal 30 maggio, giorno in cui è stata emessa, al 30 ottobre di quest’anno) ma lo autorizza nell’ambito di manifestazioni patrocinate o organizzate dal Comune.
Ci chiediamo: il consumo di sostanze alcoliche è pericoloso in sé (visto che lo si motiva facendo riferimento a “gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana”) o solo se “non autorizzato dal Comune”? Ha senso vietare il consumo di alcolici in una sola via di Lodi? Forse i ragazzi che tutte le sere stazionano davanti a pub e locali della nostra città non bevono altrettanto e non sono altrettanto pericolosi, contando che il più delle volte si mettono poi alla guida di veicoli? Sono mai stati fatti controlli a tappeto davanti a uno di questi locali? No, perché per la legge dello stato italiano ci risulta che bere alcolici non sia reato.
Inoltre, l’aver citato nelle premesse dell’ordinanza, come antefatto e motivazione della stessa, “che negli spazi verdi limitrofi a via Piermarini sono soliti radunarsi, specialmente durante i fine settimana, gruppi numerosi di persone, in prevalenza di origine latino-americana, che utilizzano le suddette aree come abituale luogo di ritrovo e per praticare attività sportive” introduce, in modo del tutto superficiale, una lettura del problema su base etnica, rischiando di connotarlo di sfumature razziali.
Al Sindaco ricordiamo che nella stessa zona, nelle stesse aree verdi, sono soliti radunarsi, specie durante i fine settimana, anche gruppi numerosi di persone, in prevalenza di origine italiana, che utilizzano gli impianti sportivi e che non rispettano certo alla lettera le regole di utilizzo corretto delle aree verdi, che parcheggiano un po’ dovunque e abbandonano rifiuti, proprio come i latino-americani.
Non bastava quel foglio scritto in spagnolo e intestato al Comune di Lodi, distribuito poco prima che venisse emessa l’ordinanza, con indicate le regole di comportamento da rispettare e far rispettare?
Il problema è l’alcol? Sono i rifiuti? L’integrazione? La sicurezza? Il cattivo esempio per i minori? Di tutto un po’, ma dall’ordinanza non si capisce, e certo con un foglio di carta intimidatorio non si risolve il problema. Il problema (qualunque esso sia) si risolve con il dialogo, la mediazione, i compromessi: da entrambe le parti.
Come semplici cittadini abbiamo chiesto a più voci motivazioni di una tale misura (visto che l’ordinanza, oltretutto, va a colpire, in via teorica, tutti: passeggiando in quella via, nessuno può più bere una birra: in via Tiziano Zalli sì). Ma siamo stati rassicurati con belle parole e dichiarazioni di principio. Dall’Amministrazione ci è stato risposto che la decisione è stata presa su richiesta della stessa comunità latino-americana nella persona dei responsabili del torneo, anche per tutelare occasioni di gioco e svago che rischiavano di venire compromesse da pochi elementi rissosi. Non ci risulta sia andata esattamente così.
Inoltre, se i disturbatori erano pochi, non potevano semplicemente essere isolati e puniti con gli strumenti che già esistono? Era proprio necessario emettere un’ordinanza? E come mai ora, gli stessi latino-americani si lamentano delle misure troppo dure prese nei loro confronti?
Noi non vogliamo essere rassicurati da belle parole bensì dai fatti. I fatti ci dicono che poche settimane dopo questa ordinanza, quando ormai tutto sembrava tranquillo, “un servizio interforze coordinato dalla questura di Lodi, composto da una quindicina tra agenti e militari mobilitati, appartenenti alla polizia di stato, all’arma dei carabinieri, alla guardia di finanza e alla polizia locale, sono intervenuti per svolgere i dovuti accertamenti su via Piermarini e nel campo di calcio adiacente all’impianto comunale Capra”: accertamenti che si sono concretizzati in verifiche dei permessi di soggiorno, sequestro di veicoli, e per due peruviani il provvedimento di espulsione.
I fatti, così come riportati dai giornali, dicono che dopo l’ordinanza emessa, la quale doveva riguardare solo la detenzione e il consumo di alcolici, “non sono state comminate contravvenzioni per il consumo di alcolici, né si è intervenuti con sequestri di sostanze alcoliche”. Le misure prese sono state altre, e con l’alcol hanno poco a che fare. L’ordinanza del resto aveva già in parte ottenuto il suo effetto: quello di scoraggiare i latino-americani a recarsi sul posto, e forse era questo ciò che si voleva davvero.
Per questo con questa lettera sollecitiamo il suo ritiro in quanto proibizionista, discriminatoria, inutile ed inefficace.

Associazioni firmatarie:
Associazione Culturale Adelante, Associazione Culturale Casa del Popolo, Associazione COCOTI, Associazione GAS, Associazione Loscarcere, Laboratorio per la città, Legambiente Lodi Circolo Lodiverde, Lodi per Mostar Onlus, TUTTOILMONDO Onlus, Associazione Pierre, Associazione Lodimondo

martedì 8 luglio 2008

Soldi soldi soldi ...


Dal Cittadino di questi giorni si apprende che il Comune di Lodi si accinge ad aprire un mutuo di oltre un milione di euro per sistemare le strade. La giunta comunale si propone di ricorrere ad un prestito per la manutenzione straordinaria di alcune vie cittadine. Tutto questo in vista della celebrazione dell'850 anniversario della fondazione. Sempre seguendo l'articolo si legge: "Invece, tra le spese di copertura per le iniziative legate all’850esimo, sono stati stanziati 195.800 euro solo per il festival dedicato alla letteratura al femminile “Da donna a donna”, 164.200 euro per le manifestazioni strettamente connesse al compleanno di Lodi e altri 40.000 euro destinati alle scuole e una parte per affiancare un contributo erogato dalla Fondazione comunitaria".
Ora, le domande che sorgono spontanee sono:
- perchè aumentare il debito del Comune anche prima della svendita delle sue proprietà per migliorare la condizione delle strade quando ci sono ancora molte piste ciclabili neppure messe in sicurezza ma solamente segnalate in strada? E penso ad esempio a entrambe le piste in Via Sforza, perennemente a rischio di investimento, soprattutto nella zona dello svincolo con Via dei Visconti; ma anche a Via Cavour, dove è stata pitturata in stile naif una pista ciclabile al fianco delle auto parcheggiate, non a filo del marciapiede ma della carreggiata;
- stanziare fondi per le celebrazioni della città mi sembra giusto e doveroso, ma arrivare a spenderne 165.000 per un festival sulla letteratura al femminile, quindi più fondi lì che per tutte le altre manifestazioni e azioni previste ... e stanziarne solo 40.000 alle scuole (legati alla celebrazione o per altri scopi? e chi frequenta le scuole, specie primarie, sa in che condizioni economiche versano, tra posti precari e indisponibilità di mezzi e strumentazioni techiche e tecnologiche) sembra paradossale;
- basta chiedersi ad esempio quali fondi sono stati stanziati dal Comune ad esempio per progetti di educazione abientale nelle scuole ... anzichè investire sull'educazione delle future generazioni, verso comportamenti e stili di vita consapevoli, si preferisce investire in iniziative spot che poco lasciano al futuro e alla crescita "in itinere" della popolazione e molto invece all scena e all'apparire della città. Non che sia contrario a tutto questo, anzi, ma a mio avviso ocorrerebbe utilizzare in modo ottimale le risorse ben pensando a quali siano gli interessi maggiori per la città
- e chi saranno i beneficiari di tutti questi stanziamenti? I cittadini che vedranno una città più attiva e migliorata nella facciata o altri? Ci si chiede come mai nel momento in cui girano molti soldi e contributi, anche per tutte le attività di realizzazione, animazione, creazioni grafiche, siti web ... vengano sempre coinvolte o realtà esterne alla città, senza quindi privilegiare le risorse già a disposizione, o alcune già grandi realtà locali ... senza quindi favorire la crescita culturale e anche ecnomica delle realtà di giovani cosiddetti inesperti (ma che spesso guarda caso hanno le migliori e più avanzate idee)